
lunedì 27 giugno 2011 - eventi Stampa Condividi l'articolo Segui @consumatore
Ha preso il via oggi alle ore 10 il VI Congresso Nazionale dell’Adoc, ospitato nella prestigiosa sede dell’Aranciera del Semenzaio di San Sisto, presso le Terme di Caracalla. “Nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia abbiamo il dovere di essere uniti per provare a vincere sulla crisi, sulla mancanza di idee, sulla parità dei diritti – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – una crisi che è figlia della difesa dei propri piccoli interessi, cullati e vezzeggiati attraverso la creazione di piccoli e grandi monopoli, che violentano il mercato e fanno a pezzi il diritto di questo Paese. Solo quest'anno è stata certificata una riduzione della nostra ricchezza di 160 Miliardi di Euro. In dieci anni abbiamo avuto la crescita più bassa d'Europa. La riduzione della ricchezza prodotta sarebbe diminuita del 17%. La crescita del PIL si attesterebbe ad una media dello 0,2% ufficiale. Una crisi prima di tutto culturale, dove l’Italia tende sempre più ad essere una farfalla che vuole tornare nel bozzolo. E ad una crisi culturale profonda corrisponde la triade delle crisi economiche. Energetica, alimentare, finanziaria. Alle quali noi italiani ci siamo inginocchiati senza capacità di reazione. Qui ad essere calpestati, ormai sistematicamente, sono la lettera e lo spirito della Costituzione Italiana che invece noi vogliamo difendere, prima ancora che cambiare. Noi chiediamo una Corte Costituzionale che obblighi gli altri poteri a non calpestare il diritto delle persone che compongono questo Stato. Noi vogliamo uno Stato che riconosca davvero chi lo ha costituito e lo fa vivere quotidianamente. La rapina di soldi e diritti non è e non può essere ammessa. I consumatori, i cittadini non possono essere stranieri nella loro terra. Noi siamo la Patria, chi non ci riconosce è lo straniero. Noi siamo un popolo solo, di mille splendidi colori.”
Durante il Congresso è intervenuto il Consigliere economico dell’Ambasciata del Giappone Chihiro Tobe, analizzando la situazione odierna del Giappone dopo i tragici eventi dello scorso11 marzo. “In merito all’incidente avvenuto presso la centrale nucleare di Fukushima, il Governo giapponese ha dato priorità assoluta alla risoluzione del problema in tempi brevi – ha dichiarato il Cons. Chihiro Tobe - sono stati presi vari provvedimenti, per combattere i rischi causati dalla centrale nucleare. Le organizzazioni internazionali, hanno diffuso una valutazione oggettiva secondo cui non sono necessarie eccessive misure che limitino i viaggi in Giappone. Tante località turistiche che non hanno subito danni del terremoto possono ospitare i turisti come prima. Il Governo giapponese ha inoltre già preso provvedimenti per rafforzare le misure e aumentare gli esami radiometrici, per esempio sui generi alimentari è stato fissato un valore di riferimento, pertanto faremo il possibile per garantire la distribuzione di alimenti sicuri. I ristoranti giapponesi in Italia raramente importano davvero cibi giapponesi, come pesce e verdure a causa della notevole distanza e del costo di trasporto, ma si riforniscono in loco. I condimenti come salsa di soia e miso, invece, vengono importati e distribuiti soltanto dopo aver superato gli esami severi sia del governo giapponese sia della comunità europea. Potete quindi stare tranquilli che non ci sono rischi di radioattività, difatti ad oggi il livello di radioattività dei prodotti giapponesi non è tale da danneggiare la salute. Inoltre, dalla fine di aprile le autorità portuali hanno iniziato a rilasciare certificati sulla misurazione radiometrica dei container e delle navi. Infine, in qualità di rappresentante del governo giapponese, desidero ringraziare tutti gli italiani che hanno dimostrato e spero continueranno a dimostrare fiducia nei confronti del mio paese.”
Al Congresso dell'Adoc ha preso parte il Presidente dell'Antitrust Antonio Catricalà, il quale ha sottolineato che "le Associazioni dei consumatori, in questi anni, hanno svolto e svolgono un ruolo importantissimo di stimolo e di denuncia. Credo che la situazione del consumatore sia cambiata in positivo, basta pensare al fatto che fino a poco tempo fa c'era ancora lo ius variandi e le banche potevano cambiare le regole da un giorno all'altro. Anche grazie all'attività dell'Antitrust abbiamo ottenuto molte vittorie; certo ci sono stati dei passaggi critici ed abbiamo perso alcune battaglie, ma non la guerra. La legge sulla class action, ad esempio, io la vedo come un bicchiere mezzo pieno: per quanto farraginosa e complessa sia, è sicuramente un passo a favore del consumatore".
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