
martedì 30 novembre 2010 - sport e scommesse Stampa Condividi l'articolo Segui @consumatore
L’Adoc contesta lo sciopero dei calciatori previsto per il weekend dell’11 e 12 dicembre, è un’offesa a tutte le famiglie italiane che vivono una profonda crisi economica.
“E’ assurdo che i calciatori scioperino, così si offendono migliaia di famiglie italiane che stanno lottando contro la crisi – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – le richieste avanzate dall’Aic possono risultare anche legittime, ma vogliamo ricordare che si sta parlando di una categoria privilegiata che guadagna, in media, il 2500% in più di un lavoratore italiano. In un periodo in cui avanza la disoccupazione, in cui i redditi e i consumi calano drasticamente e la terza settimana è diventata un problema per una famiglia su tre, crediamo che lo sciopero indetto abbia il sapore di una presa in giro per milioni di onesti e tartassati lavoratori italiani. Gli stessi lavoratori che nel calcio ripongono buona parte dei loro sollievi e dei loro momenti di felicità e distacco da una realtà che li vede economicamente in estrema difficoltà. Inoltre, lo sciopero va a creare un danno economico a quanti hanno speso parte dei loro soldi per stare vicino alla squadra del cuore, allo stadio o in televisione. Loro forse hanno meno diritti dei calciatori o forse meritano un maggiore rispetto e impegno da parte di questi ultimi? Se i calciatori vogliono far sentire veramente la loro voce, invece di mettersi a battere i piedi come grandi bambini viziati abbandonino per una settimana il loro mondo dorato e si mettano a lavorare 8-10 ore al giorno come i tifosi che li amano. Forse in questo modo capiranno com’è fatto il mondo che li circonda e che li sostiene e tante pretese probabilmente verrebbero ridimensionate”.
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