mercoledì 20 ottobre 2010 - servizi e municipalizzate Stampa Condividi l'articolo Segui @consumatore
IN BASE AGLI ULTIMI AGGIORNAMENTI, E' DI NUOVO POSSIBILE EFFETTUARE IL RICORSO PER IL RIMBORSO DELL'IVA Per conoscere la nuova procedura cliccare sul seguente link http://www.adoc.org/notizie/5780/rifiuti-cassazione-conferma-tariffa-rifiuti-non-so
PROCEDURA RICORSO PER RIMBORSO IVA TA.RI. L’avvio della procedura costa 23 euro (15 € contributo unificato + 8 € marca da bollo) più il costo della tessera Adoc (30 euro). Qualora l’esito del ricorso fosse positivo i costi delle spese legali (escluso il costo della tessera) verrebbero recuperati in sede processuale. Iter procedurale · I cittadini che non hanno provveduto ad inviare la diffida, possono scaricare il modello di diffida presente di seguito e inviarlo a mezzo raccomandata A/R alla società A.M.A., inviando anche una copia in allegato all’Adoc (via mail a info@adoc.org o via fax allo 0686329611). Decorsi 15 giorni dall’invio della diffida, se la società A.M.A. non avesse risposto alla stessa, i cittadini devono recarsi presso la sede dell’Adoc per firmare il mandato di rappresentanza ai legali dell’Associazione per avviare la procedura di decreto ingiuntivo. Al momento della firma è necessario allegare i bollettini originali con relative fatture pagate (con il totale dell’Iva da rimborsare calcolato) e la diffida inviata. Inoltre dovrà essere compilato un formulario con i dati personali. Ricordiamo che è possibile ottenere il rimborso delle fatture pagate fino a 5 anni prima dell’invio della raccomandata. · I cittadini che hanno già inviato una diffida all’Ama, e questa non ha risposto alla stessa, devono recarsi presso la sede dell’Adoc per firmare il mandato di rappresentanza ai legali dell’Associazione per avviare la procedura di decreto ingiuntivo. Al momento della firma è necessario allegare i bollettini originali con relative fatture pagate (con il totale dell’Iva da rimborsare calcolato) e la diffida inviata. Ricordiamo che è possibile ottenere il rimborso delle fatture pagate fino a 5 anni prima dell’invio della raccomandata. Per informazioni e per l’attivazione della procedura è possibile rivolgersi alla sede Adoc di Roma, inviando mail a info@adoc.org o chiamando lo 0645420928. I legali si attiveranno immediatamente con la procedura.
Di seguito il modello di diffida
Spettabile Società……………
E p/c
Preg.Mo Sindaco………
Comune di………………
E p/c
Adoc……………..
RACCOMANDATA A/R
Il sottoscritto…..… nato a…………in data…………residente in…………….alla via…………….CF………………………….scrive la presente per significarVi quanto segue:
Atteso che a partire dal 1999 lo scrivente ha pagato a titolo di TARSU /TIA i seguenti importi…………..per un totale di Euro……..; (N.B. allegare i bollettini di pagamento in copia)
Visto che dopo varie pronunzie non univoche in materia, la Corte Costituzionale con la Sentenza n. 238 del 24 luglio 2009 si è così pronunciata: “(…)TIA e TARSU sono estranei all’applicazione dell’IVA. (….) non esiste una norma legislativa che espressamente assoggetti ad IVA le prestazioni del servizio di smaltimento rifiuti (…)” definitivamente stabilendo la natura tributaria della TARSU e della TIA e la conseguente non applicazione dell’IVA sulle stesse;
Atteso che detta imposta è stata assoggettata illegittimamente ad Iva dall’anno (n.b. verificare sui bollettini e sulle fatture) e che pertanto il sottoscritto ha pagato delle somme non dovute;
con la presente si chiede formalmente
il rimborso della somma di Euro……………, versata a titolo di IVA sulla TARSU – TIA, entro e non oltre giorni 15 dal ricevimento della presente. Con l’espresso avvertimento che in difetto si adiranno le competenti sedi giudiziali con aggravio di spese.
La presente vale come interruzione dei termini prescrizionali.
Data……………
Firma autografa
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