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BANCHE: ADOC, AL VIA LA PRIMA CLASS ACTION CONTRO LA BANCA POPOLARE DI NOVARA

venerdì 23 luglio 2010 - class action  Stampa   Condividi l'articolo

Parte la prima class action a cura dell’ADOC, in base alla nuova normativa, contro la Banca Popolare di Novara.

Il Presidente dell’Adoc Nazionale Carlo Pileri ha presentato al Tribunale di Torino, assistito dallo studio legale Bin avvocati associati di Torino, l’azione collettiva contro la banca sopracitata, lamentando l’applicazione nei confronti dei consumatori titolari di un conto corrente privo di fido, nel caso di brevi e occasionali sconfinamenti sul proprio conto corrente, della commissione di massimo scoperto e di altre commissioni bancarie diverse ed ulteriori rispetto agli interessi debitori, la cui nullità è stata sancita da una legge del novembre 2008.

Nonostante ciò, la banca a partire dal mese di giugno del 2009, ha sostituito le precedenti commissioni con altre voci, le quali avrebbero persino aggravato i costi dei correntisti, aggirando così i divieti posti dalla legge del 2008. Si stima che i consumatori interessati a questa class action siano circa un migliaio, con possibilità di ottenere risarcimenti che in media si aggireranno intorno ai 450,00€. L’atto di citazione è stato notificato in data odierna e la prima udienza si terrà nel mese di gennaio 2011.

Preliminarmente comunque Adoc chiede al Tribunale di Torino di decidere la rimessione alla Corte costituzionale di numerose e fondamentali questioni di costituzionalità. In particolare sono attaccate per illegittimità costituzionale le norme che amputano oggi la class action, limitandone l’applicabilità agli illeciti compiuti a partire dal 16 agosto 2009, che escludono, ad esempio, la possibilità di rimborso per i risparmiatori che hanno investito in Parmalat, Cirio, Bonds argentini, Lehman Brothers, ecc.

L’obiettivo è di eliminare le molteplici norme che oggi sono destinate ad impedire che in Italia la class action possa effettivamente operare come strumento di tutela dei consumatori, in maniera tale da attuare anche nel nostro paese la concreta possibilità di un ampio utilizzo di questo fondamentale strumento di tutela dei consumatori.

Per Adoc quella vigente è quindi una legge da riscrivere; così come è strutturata oggi, contiene disposizioni in evidente contrasto non solo con la nostra Costituzione, ma anche con i Trattati europei e la Convenzione per i diritti umani, poiché appaiono manifestamente violati i principi fondamentali dell’uguaglianza davanti alla legge, della razionalità e giustizia dell’azione legislativa.

La class action promossa dall’Adoc vuole essere un modo per testare la validità della legge dal punto di vista dei consumatori. Riteniamo quest’azione di potenziale utilità per eventuali costruzioni giurisprudenziali su questo nuovo tema giuridico.

 Rassegna della stampa on-line:

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Blog Avvocato Andreani

 

 

 

 

 



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