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LE ASSOCIAZIONI DEL CNCU CHIEDONO AL PARLAMENTO EUROPEO DI RIPENSARE LE POLITICHE FARMACEUTICHE

martedì 14 luglio 2009 - europa  Stampa   Condividi l'articolo

''E' necessario riorganizzare la politica farmaceutica dell'Unione europea''. E' quanto sostengono le associazioni del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti che spiegano: ''E' impensabile che una politica strettamente interconnessa con le politiche della salute pubblica rientri nelle competenze della Direzione generale dell'industria''. Per questo motivo le associazioni hanno inviato nei prossimi giorni una lettera aperta al presidente del Consiglio e al ministro della Salute affinche' si prenda in considerazione il loro punto di vista.

Ecco il testo della lettera:
''Questo e' un anno di cambiamenti per le istituzioni europee. Un nuovo Parlamento, una nuova Commissione e forse anche un nuovo Trattato. Abbiamo l'opportunita' di rivedere il modo con cui sono gestite alcune aree di competenza delle politiche comunitarie. Mentre sono in corso i preparativi per dare forma al nuovo collegio di Commissari, tutte le organizzazioni facenti parte del Cncu chiedono al presidente del Consiglio dei ministri e al ministro competente per la Sanita' di fare della salute il timone di guida della politica farmaceutica europea assegnando la competenza sui medicinali a una Direzione della Commissione europea che si occupi di salute. La politica farmaceutica e' parte integrante delle politiche di salute pubblica. I medicinali costituiscono un importante strumento di cura e quindi sono un elemento chiave di salvaguardia della salute dei cittadini. L'accesso a farmaci efficaci, sicuri e di qualita' e' un diritto di tutti e di questo si deve tener conto nel processo decisionale. La riorganizzazione della Commissione europeae la possibile applicazione del Trattato di Lisbona fornisce l'opportunita' di cambiare la governance della politica farmaceutica comunitaria. La Commissione, in quanto guardiano del Trattato, deve onorare il compito di provvedere ad un elevato livello di protezione della salute umana. Cio' si può realizzare solo se le preoccupazioni per la salute pubblica, la tutela dei pazienti e la sicurezza dei medicinali sono affidati ad una Direzione Generale responsabile per la salute. Nei vari Paesi membri dell'Unione europea, sono i ministeri della Salute che gestiscono la politica farmaceutica, ma a livello comunitario non c'e' allineamento perche' e' la direzione competente per l'industria ad occuparsene. Chiediamo al Governo italiano di esercitare il proprio peso politico affinche' l'Europa allinei il suo schema politico a quello dei suoi Stati membri e dei suoi cittadini''



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