Secondo l’Adoc è necessario alzare la soglia dell’esenzione fiscale e contributiva.
Come Adoc abbiamo scritto ai Ministri Sacconi e Tremonti, chiedendo loro un incontro per valutare la possibilità di adeguare al costo della vita il valore dei buoni pasto, in Italia fermo da 15 anni a 5,35 euro, fa sapere l'Adoc, mentre negli altri Paesi europei l’adeguamento è già stato realizzato: in Spagna il valore defiscalizzato è di 9 euro, circa il 70% in più dell’Italia, in Francia 7 euro, in Portogallo 6,70 euro. Con un buono pasto oggi non si riesce a comprare neanche un pasto completo, bastano appena per un tramezzino e un succo di frutta. Considerato che gli utenti giornalieri sono circa 2 milioni, e 100 mila i ristoranti convenzionati, aumentare il valore dei buoni aiuterebbe i consumatori in un momento di gravi difficoltà economiche.
Secondo l’Adoc andrebbe eliminata la scadenza del buono al 31 dicembre dell’anno di emissione. Secondo le nostre stime circa il 10% dei buoni pasto in circolazione non viene utilizzato perché scaduto, continua la nota dell'ADOC, comportando la perdita per il possessore del buono del 15% del suo valore, pari a circa 200 euro e un guadagno, ingiusto, per le aziende che li emettono, pari a circa 250 milioni di euro complessivi. Per questo proponiamo l’eliminazione della scadenza, come già fatto per le carte telefoniche prepagate, o almeno fissare una scadenza quinquennale.
Per l’Adoc si dovrebbe prevedere l’abolizione dell’asta al ribasso per l’aggiudicazione e garantire il pagamento entro 30 giorni all’esercente. Altrimenti i ristoratori scaricano sui consumatori, attraverso l’aumento dei prezzi al dettaglio, il rischio di impresa, conclude la nota dell'Adoc, determinando un aumento inflattivo significativo che va a danneggiare gravemente anche chi non possiede il buono.
IL MERCATO DEI BUONI PASTO
Numero aziende operanti nel settore: 25
Volume d’affari annuo stimato: 2,5 miliardi di euro (60% fatturato detenuto da sole 3 aziende).
Utenti giornalieri: 2 milioni
Ristoranti convenzionati: 100 mila
Percentuale buoni scaduti (anno): 10%
Perdita valore per
possessore: 15%
Guadagno per società emittenti: 250 milioni di euro