POLIZZE DORMIENTI: Adoc, Adiconsum, e Lega Consumatori preannunciano una causa collettiva nei confronti di Poste Vita e INA |
Alcune decine di milioni di euro sono stati acquisiti dal Ministero dell'Economia sui conti e sulle polizze dormienti. Come si ricorderà la prescrizione prevista dalla legge è di 2 anni per le polizze vita e di 10 anni per i conti dormienti. Due tutele notevolmente diverse.
Perché una causa collettiva nei confronti di Poste Vita e INA?
Nel contratto di Poste Vita si precisa in merito alla prescrizione "tuttavia Poste Vita S.p.A. rinuncia a tale diritto (prescrizione di due anni ) e corrisponde il capitale in caso di morte, purché la richiesta sia inoltrata entro il termine di 10 anni" (termine della prescrizione ordinaria di cui all'art 2946 del Codice Civile che stabilisce 10 anni di prescrizione per i casi di eredità).
Nei confronti di Poste Vita e Ina, quindi, esistono i presupposti perché le famiglie possano recuperare gli importi delle polizze dormienti trasferiti al Ministero dell'Economia.
Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori propongono una causa collettiva piuttosto che una class action:
- perché la procedura è più semplice
- perché non sono previsti costi di pubblicità
- perché il risultato giuridico è lo stesso
- perché la causa collettiva è già disciplinata dal Codice di Procedura Civile.
GLI INTERVENTI SUL GOVERNO PER RISOLVERE IL PROBLEMA NON HANNO PRODOTTO ALCUN RISULTATO
- Prima ci siamo rivolti al Governo chiedendo un provvedimento che correggesse la normativa, unificando a 10 anni la prescrizione per tutti, ma senza ottenere alcun risultato.
- Poi ci siamo rivolti al sottosegretario Saglia con un emendamento che lo stesso si era impegnato a presentare nel Milleproroghe relativo alle polizze dormienti sottoscritte da titolari defunti, ma senza ottenere, anche in questo caso, alcun risultato.
Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori chiedono ai Gruppi Parlamentari di presentare l'emendamento in occasione del dibattito parlamentare per la conversione del decreto Milleproroghe (emendamento che si basa sull'impossibilità degli eredi di accettare o rifiutare l'eredità entro 10 anni dall'evento).
APPELLO ALLE FAMIGLIE INTERESSATE: FACCIAMO RISPETTARE UN DIRITTO CONTRATTUALE!
Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori propongono a tutte le famiglie interessate alle polizze dormienti di Poste Vita e INA (che sono oltre 10.000) di aderire all'iniziativa di una causa collettiva per il recupero degli importi che oscillano mediamente dai 5 ai 15.000 euro.
Già oggi oltre 200 famiglie si sono rivolte alle associazioni consumatori.
A breve sui siti www.adiconsum.it, www.adoc.org, www.legaconsumatori.it
la modulistica per aderire alla causa.
Rassegna della stampa on-line:
Dal "Corriere della Sera" del 18 gennaio 2008
Assicurazioni Secondo tentativo di cambiare la norma, dopo la causa collettiva verso Poste Vita e Ina
Polizze dormienti «Legge entro un mese»
L’annuncio di Stefano Saglia, presidente del Consiglio consumatori e utenti: «Le vittime avranno sei mesi di tempo per farsi risarcire»
Polizze dormienti, secondo round: Stefano Saglia ci riprova. «Abbiamo deciso di inserire un emendamento aggiuntivo nel decreto Milleproproghe, che è in commissione al Senato — dice il presidente del Consiglio nazionale consumatori e utenti, sottosegretario al ministero dello Sviluppo —. Dovrebbe passare questa settimana». È quello per cambiare la legge 166 del 27 ottobre 2008, il contestato «decreto Alitalia»: che prevede finiscano al ministeriale Fondo per le vittime delle frodi finanziarie, anziché ai legittimi beneficiari, i soldi delle assicurazioni sulla vita non riscattate entro due anni dalla morte del contraente. La norma è retroattiva al 2005 ed è stata perciò criticata da Ania, Abi e associazioni dei consumatori. Secondo l’ultima stima di Poste Vita, sta bloccando rimborsi per almeno 50 milioni di euro, nell’intero mercato. Sono decine di migliaia i risparmiatori andati a richiedere l’assicurazione del parente defunto, ai quali è stato risposto che il capitale non era più disponibile, per scadenza dei nuovi termini di prescrizione.
Sul tema, Saglia aveva già chiesto l’intervento del ministro Giulio Tremonti. Ora il presidente del Cncu è al secondo tentativo di modifica della legge, dopo l’emendamento flop annunciato e mai approdato in Finanziaria (il 4 dicembre) perché «tecnicamente sbagliato», rilevò l’Ania. Si spera che questa sia la volta buona.
Sei mesi di tempo
«L’emendamento che abbiamo preparato prevede sei mesi di tempo per chiedere l’eventuale risarcimento al ministero», dice Saglia. Dovrebbero essere annullata la retroattività e mantenuti i due anni di prescrizione. Se la variazione passa nel Milleproroghe, «dovrebbe entrare in vigore nel giro di un mese», dice Saglia: dopo l’approvazione alla Camera e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Il tempo stringe: meno 40. Nel count down delle polizze dormienti, tanti sono infatti i giorni che mancano da oggi, lunedì 18 gennaio, al primo marzo, quando le compagnie dovranno comunicare al ministero l’ammontare 2009 delle polizze dormienti. In maggio il denaro entrerà nelle casse del Fondo: sarebbe difficile, allora, farlo tornare indietro.
La pressione sul governo perché la legge 166 venga cambiata, eliminandone la retroattività, viene non solo dalle associazioni dei consumatori ma anche da compagnie e banche, che hanno collocato le polizze: non le possono rimborsare (per la legge 166) se sono scaduti i nuovi termini: rischiano di essere citati in tribunale dagli utenti infuriati.
Lunedì scorso, 11 gennaio, Adiconsum, Adoc e Lega consumatori hanno annunciato una causa collettiva nei confronti di Poste Vita e Ina, con la motivazione che nei contratti i due istituti dichiaravano di rinunciare alla prescrizione di due anni, a favore di quella di dieci.
La causa collettiva
È una minaccia che suscita «stupore» alle Poste, le più colpite dalla vicenda, ma può servire a sbloccare la situazione. «La causa collettiva è male indirizzata — osserva Claudio Raimondi, responsabile marketing di Poste Vita —. Si rivolge a noi e all’Ina, le più sollecite a raccogliere gli inviti dell’Isvap sulla trasparenza informativa. Nei panni delle associazioni dei consumatori, avrei atteso che le cose si compissero in modo negativo, il 31 marzo, che le compagnie versassero i soldi al ministero».
La posizione delle Poste è che la compagnia è parte lesa, «nell’immagine e negli strascichi amministrativi», perché i soldi delle polizze non reclamate, il gruppo guidato da Massimo Sarmi, deve farli uscire comunque: invece che ai clienti, deve darli al Tesoro. «Ogni mese mandiamo 150 mila lettere per informare delle nuove disposizioni i clienti con polizze in scadenza — sottolinea Raimondi —. Abbiamo affisso informazioni in tutti gli uffici postali. Piacerebbe, però, che le energie di tutti fossero rivolte alla modifica legislativa. Può essere inserita anche in un decreto nuovo, tecnicamente è semplice». Togliendo la retroattività, le prime prescrizioni, secondo Poste Vita, dovrebbero scattare solo dopo il 27 ottobre 2009. «Siamo fiduciosi che la modifica passi», dice Raimondi.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Ricevi notizie via email
Eventi