Sprechi di Natale e Capodanno |
Feste spendaccione. Le famiglie romane comprano il 27 per cento di cibo in più per il doppio cenone
Sprechi di Natale e Capodanno:
nel cassonetto 80 euro di spesa
Per l'Adoc i prodotti
che finiscono più
facilmente
nell'immondizia
sono i dolci e la frutta
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Paolo Anastasio
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Nel periodo natalizio
un'ottantina di euro di roba da
mangiare a famiglia finisce nel
cassonetto dell'Ama, senza
nemmeno passare dal piatto.
Questo, secondo l'Adoc, il bilancio
degli sprechi alimentari
delle famiglie romane, che in
barba alla crisi economica, non
sembrano badare troppo al portafogli
sotto le feste. Spendendo
e spandendo in media, per una
tavolata di otto persone, 280 euro,
facendo la somma del doppio
cenone in casa di Natale e
Capodanno. Ma alla fine il 27
per cento della "spesona" natalizia
finisce nel cassonetto. Motivo
principale dello spreco l'eccesso
di acquisti e il "tranello"
delle offerte speciali, che spingono
gli acquirenti a comprare
molto più del necessario. Uno
schiaffo alla miseria bello e
buono, per l'Adoc, visto che secondo
l'Istat il 5 per cento delle
famiglie ha problemi a riempire
il frigorifero e il 15 per cento
non arriva a fine mese.
Destinare il 27 % della nostra spesa
alla pattumiera
è un lusso che oggi non
possiamo permetterci . dice
C a r l o P i l e r i , p r e s i d e n t e
dell'Adoc - Solo a Natale è andato
sprecato il 33 per cento
della spesa alimentare, una percentuale
ancora troppo alta».
Considerando che, in media, il
costo di un cenone per una famiglia
di otto persone è di circa
155,90 euro, ben 52 euro sono
finiti nel cassonetto. Ma non finisce
qui, perchè per il cenone
di Capodanno, che costa in media
130 euro, lo spreco sarà di 25
euro a famiglia, circa il 19 per
cento. Con i soldi sprecati per
questi appuntamenti una famiglia
potrebbe fare la spesa per
circa due settimane. Solo durante
le feste si sprecheranno
40.500 tonnellate di cibarie di
ogni tipo, pari a più di un miliardo
di euro di prodotti alimentari.
Ma quali sono i prodotti a rischio
spreco, che più facilmente
finiscono nel cassonetto. Al
primo posto, secondo l'indagine
dell'Adoc, ci sono i dolci (22
per cento), poi la frutta (17 per
cento). Ma non si scherza nemmeno
con spumanti e vini in genere,
di cui il 13 per cento va a
finire nel cassonetto, dopo un
fugace brindisi. I secondi piatti
di carne o pesce rischiano di
passare direttamente dalla cucina
al cestino nel 15 per cento
dei casi. Ingrossando la massa
di rifiuti che in questi giorni di
festa caratterizzano le strade
della Capitale.
La causa principale dello
spreco è l'eccesso di acquisto da
parte delle famiglie (nel 43 per
cento dei casi), seguono l'eccesso
di acquisto in occasione di
offerte speciali (29 per cento) e
l'acquisto di prodotti non necessari
(17 per cento). Spesso,
poi, tra gli scarti ci sono i regali
alimentari ricevuti a Natale e
non graditi (11 per cento), che
diversamente da altre categorie
di doni non possono essere riciclati.
Un fattore di spreco è
anche il cambiamento di programma
all'ultimo minuto degli
invitati. Una persona in più o
in meno a tavola cambia l'entità
di spreco dell’intera spesa. ■
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Raccolta di avanzi riciclabili
Si può fare nei condomini.
Caritas e parrocchie
Per evitare gli sprechi si
potrebbero organizzare delle
reti di riciclo di cibarie a livello
condominiale - suggerisce Carlo
Pileri presidente dell’Adoc –
le famiglie potrebbero
raccogliere i panettoni in surplus
o gli avanzi riciclabili come i sottaceti o
prodotti in scatola e incaricare
un condomino di fare un
carico alla Caritas o in parrocchia.
E’ vero che mai come
quest’anno le famiglie hanno cercato
di contenere gli
sprechi riciclando gli avanzi
di Natale in polpettoni per
Santo Stefano. Ma lo spreco
resta sempre altissimo.
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