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Sprechi di Natale e Capodanno



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Data pubblicazione: 2008-12-29

 

Feste spendaccione. Le famiglie romane comprano il 27 per cento di cibo in più per il doppio cenone

Sprechi di Natale e Capodanno:

nel cassonetto 80 euro di spesa

 

 

Per l'Adoc i prodotti

che finiscono più

facilmente

nell'immondizia

sono i dolci e la frutta

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Paolo Anastasio

paolo.anastasio@epolis.sm

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Nel periodo natalizio
un'ottantina di euro di roba da
mangiare a famiglia finisce nel
cassonetto dell'Ama, senza
nemmeno passare dal piatto.
Questo, secondo l'Adoc, il bilancio
degli sprechi alimentari
delle famiglie romane, che in
barba alla crisi economica, non
sembrano badare troppo al portafogli
sotto le feste. Spendendo
e spandendo in media, per una
tavolata di otto persone, 280 euro,
facendo la somma del doppio
cenone in casa di Natale e
Capodanno. Ma alla fine il 27
per cento della "spesona" natalizia
finisce nel cassonetto. Motivo
principale dello spreco l'eccesso
di acquisti e il "tranello"
delle offerte speciali, che spingono
gli acquirenti a comprare
molto più del necessario. Uno
schiaffo alla miseria bello e
buono, per l'Adoc, visto che secondo
l'Istat il 5 per cento delle
famiglie ha problemi a riempire
il frigorifero e il 15 per cento
non arriva a fine mese.

Destinare il 27 % della nostra spesa

alla pattumiera
è un lusso che oggi non
possiamo permetterci . dice

C a r l o P i l e r i , p r e s i d e n t e
dell'Adoc - Solo a Natale è andato
sprecato il 33 per cento
della spesa alimentare, una percentuale
ancora troppo alta».
Considerando che, in media, il
costo di un cenone per una famiglia
di otto persone è di circa
155,90 euro, ben 52 euro sono
finiti nel cassonetto. Ma non finisce
qui, perchè per il cenone
di Capodanno, che costa in media
130 euro, lo spreco sarà di 25
euro a famiglia, circa il 19 per
cento. Con i soldi sprecati per
questi appuntamenti una famiglia
potrebbe fare la spesa per

circa due settimane. Solo durante

le feste si sprecheranno

40.500 tonnellate di cibarie di

ogni tipo, pari a più di un miliardo

di euro di prodotti alimentari.

Ma quali sono i prodotti a rischio

spreco, che più facilmente

finiscono nel cassonetto. Al

primo posto, secondo l'indagine

dell'Adoc, ci sono i dolci (22

per cento), poi la frutta (17 per

cento). Ma non si scherza nemmeno

con spumanti e vini in genere,

di cui il 13 per cento va a

finire nel cassonetto, dopo un

fugace brindisi. I secondi piatti

di carne o pesce rischiano di

passare direttamente dalla cucina

al cestino nel 15 per cento

dei casi. Ingrossando la massa

di rifiuti che in questi giorni di

festa caratterizzano le strade

della Capitale.

La causa principale  dello

spreco è l'eccesso di acquisto da

parte delle famiglie (nel 43 per

cento dei casi), seguono l'eccesso

di acquisto in occasione di

offerte speciali (29 per cento) e

l'acquisto di prodotti non necessari

(17 per cento). Spesso,

poi, tra gli scarti ci sono i regali

alimentari ricevuti a Natale e

non graditi (11 per cento), che

diversamente da altre categorie

di doni non possono essere riciclati.

Un fattore di spreco è

anche il cambiamento di programma

all'ultimo minuto degli

invitati. Una persona in più o

in meno a tavola cambia l'entità

di spreco dellintera spesa.

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Raccolta di avanzi riciclabili

Si può fare nei condomini.

Caritas e parrocchie

Per evitare gli sprechi si

potrebbero organizzare delle

reti di riciclo di cibarie a livello

condominiale - suggerisce Carlo

Pileri  presidente dellAdoc –

 le famiglie potrebbero

raccogliere i panettoni in surplus

 o gli avanzi riciclabili come i sottaceti o

prodotti in scatola  e incaricare

un condomino di fare un

carico alla Caritas o in parrocchia.

 E’ vero che mai come

questanno le famiglie hanno cercato

di contenere gli

sprechi riciclando gli avanzi

di Natale in polpettoni per

Santo Stefano. Ma lo spreco

resta sempre altissimo.

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