ADOC - associazione dei consumatori

 Parlano di noi

Televisione Radio Stampa Internet





web tracker
Irregolarizziamo le badanti: il ministro Maroni non vuole sanatorie ma promette un occhio di riguardo per le collaboratrici familiari prive di permesso
2008-05-18
simpatico il taglio, e la vignetta, propostoci dall'articolo di Flavia Amabile, e pubblicato su la stampa del 18 maggio
Sono un milione e 700 mila le badanti in Italia e sono la punta di diamante del welfare nazionale con 1 milione e 50 mila famiglie che le hanno assunte in modo irregolare. Sono le ultime cifre fornite dall’Adoc, l’associazione dei consumatori. Cifre aggiornate, dunque, ma la verità è che colf, badanti e tate potrebbero anche essere di più o di meno perché la stragrande maggioranza sono clandestine, spesso fanno la spola con la loro terra d’origine, un Paese dell’Ue come la Polonia o la Romania e quindi la possibilità di sfuggire a ogni controllo è molto alta.

Nè la soluzione a cui sta lavorando il ministro dell’Interno Roberto Maroni offrirà loro maggiori certezze o garanzie: anche ieri ha confermato di non volere alcuna sanatoria, escludendo quindi la regolarizzazione. Nè dallo staff dei suoi tecnici sono in grado di precisare se e come le badanti verranno fatte uscire dal limbo della clandestinità in cui si trovano ora.

Le collaboratrici iscritte all’Inps e dunque ufficiali (tate, colf e badanti che le si voglia chiamare) sono 745 mila, dato che comprende anche le italiane. Secondo l’Irs (Istituto italiano di ricerche sociali) le immigrate sono circa 600 mila, solo il 40% ha un contratto regolare mentre il 38% non ha nemmeno il permesso di soggiorno. Nell’ultimo decreto flussi sono previsti 65 mila ingressi per colf e badanti extracomunitarie, ma le domande arrivate sono molte di più (complessivamente 700 mila su 170 mila lavoratori ammessi).

Insomma la clandestinità regna sovrana in una situazione in cui «in Italia si presta più attenzione alle necessità delle famiglie che ai bisogni di collaboratrici domestiche e badanti, che restano lavoratori invisibili per lo Stato», denuncia il Migs, l’Istituto di studi di genere del Mediterraneo finanziato dalla Commissione Ue che ha svolto uno studio comparato della condizione delle badanti fra diversi paesi. Nella ricercasi citano molti casi di badanti che dormono in cucina, sono in servizio 24 ore al giorno e non ricevono una paga regolare. Però si sottolinea che, a differenza di altri Paesi, in Italia possono accedere alla sanità senza documenti e chiedere l’assistenza ai sindacati senza farne parte.

La «irregolarizzazione» allo studio del ministro Maroni è già stata bocciata da Tiziana Maiolo di Fi, assessore alle Attività Produttive a Milano dove per le collaboratrici ha istituito un Albo apposito. «Il piagnisteo sulle badanti clandestine che sarebbero meritevoli di condono perchè aiutano i nostri anziani a stare meglio è veramente ipocrita. Siamo tutti grati alle badanti che ci consentono di tenere in famiglia le persone anziane, ma proprio perchè rispettiamo queste lavoratrici, desideriamo che siano regolari e non clandestine». 

Anche la Uil ha realizzato una ricerca e i risultati sono ancora diversi. Secondo il loro studio le assistenti familiari sono quasi 1,1 milioni, il 95% sono straniere e circa il 60% lavora in nero. Hanno un’età media vicina ai 45 anni, molte sono le diplomate o laureate, il più sposate e con figli nati o fatti venire in Italia. La maggior parte dichiara di guadagnare meno di 800 euro al mese, se a nero, e più di 1.000 se regolarizzate, lavorando, a volte, sino a 60 ore settimanali. Oltre la metà dichiara di mandare ogni mese alle proprie famiglie almeno un terzo di quanto guadagnato. Più del 55% si prende cura degli anziani, mentre il 18% si occupa di bambini.

La maggior parte delle collaboratrici delle famiglie italiane proviene dai Paesi dell’est europeo (Ucraina, Polonia, Romania, Moldavia, Russia) ma anche da Filippine, Capo verde e Sud America. «Lo stipendio - spiega l’Adoc - è tra i 600 e 900 euro mensili, a seconda delle specializzazioni richieste, ma anche delle condizioni dell’anziano (più o meno autosufficiente), la maggior parte delle badanti (il 67%) sono diplomate e laureate, e il 45% svolgeva nei paesi di origine lavori qualificati (pagati in media 300 euro), lasciati per cercare di ottenere retribuzioni più soddisfacenti nel nostro Paese assistendo gli anziani».

Il volume d’affari che gira intorno a loro è molto elevato: calcolando che il costo medio di una badante sia 819 euro al mese, la somma totale diventa di 8,4 miliardi di euro. Una cifra che non ha paragoni in altri Paesi d’Europa.

L’utilità sociale delle badanti in realtà - sottolinea l’Adoc - potrebbe rivelarsi anche un’utilità economica. «La regolarizzazione - dice il presidente Carlo Pileri - porterebbe allo Stato un risparmio di 44 miliardi e 200 mila euro».


Vignetta 'Le donne e l'occhio di riguardo'



Rating: 3.8/5 (4 votes cast)





« Torna indietro

Copyright © ADOC 2000-2007 Associazione per la Difesa e l'Orientamento dei Consumatori
Presidenza: Via Tor Fiorenza 35, 00199 Roma Tel 06.45420928 06.86398975 Fax 06.86329611
Sede Legale: Via Lucullo, 6 - 00187 Roma · Privacy Policy -