BADANTI: A Roma il dato è preoccupante: 100 mila lavoratrici su 330 mila sono “in nero”
2008-05-14

|
di Maria Giulia Mazzoni
Roma conta circa 100.000 lavoratrici irregolari su un totale di quasi 330.000 persone che svolgono, come badanti a tempo pieno o part-time, “funzioni che Stato e Regione da tempo hanno abdicato, vale a dire quello di assistere le persone anziane e i non autosufficienti. Il 16% della popolazione romana è over 75 anni o con problemi di autosufficienza, per un totale di circa 470.000 persone che hanno bisogno di assistenza quotidiana da parte di collaboratrici familiari, spesso con funzioni anche infermieristiche”. E’ quanto spiega in una nota l’Adoc, l’associazione per la difesa dei consumatori, che ha svolto lo studio sul fenomeno delle badanti a Roma ed in Italia, la maggior parte provengono dai paesi dell’est europeo (Ucraina, Polonia, Romania, Moldavia, Russia) ma anche da Filippine, Capo verde e Sud America. “Lo stipendio - spiega Adoc - è tra i 600 e 900 euro mensili, a seconda delle specializzazioni richieste, ma anche delle condizioni dell’anziano (più o meno autosufficiente), la maggior parte delle badanti (il 67%) sono diplomate e laureate, e il 45% svolgeva nei paesi di origine lavori qualificati (pagati in media 300 euro), lasciati per cercare di ottenere retribuzioni più soddisfacenti nel nostro Paese assistendo gli anziani. A Roma solo 230.000 sono regolarizzate”. Su 100.000 famiglie che hanno badanti irregolari più della metà delle famiglie (il 62%) sarebbero disposte a regolarizzare la posizione se fosse possibile una sanatoria, anche pagando delle penali. Il 31% non lo farebbe solo per i costi troppo alti dei contributi da versare e la mancanza di incentivi statali, il 7% non è interessato al problema. L’Adoc chiede quindi ad Alemanno un incontro per trovare una soluzione soddisfacente. “Abbiamo ricevuto molte telefonate di famiglie preoccupate - dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc - perché vorrebbero regolarizzare la posizione della loro badante, ma finora non è stato possibile. Senza badanti ci sarebbero problemi insormontabili per molte famiglie, che non vogliono vivere nella illegalità. Per questo l’Adoc, pronta a farsi interprete di questi problemi, invita il nuovo Sindaco Alemanno per un incontro specifico, in cui si individueranno soluzioni che dividano il problema dei rom da quello delle badanti”. “L’arrivo a Roma delle badanti - spiega Adoc - ha rappresentato negli ultimi 10 anni l’unica soluzione possibile per molte famiglie, ma anche un forte risparmio per lo Stato e la Regione considerato che il costo di una degenza nelle case di riposo, costa al welfare mediamente 26.000 euro a persona e alle famiglie altri 18.000 euro. Di fronte a tali costi spropositati, spesso abbinati a soluzioni di assistenza del tutto carenti, i primi soggetti che hanno cercato soluzioni alternative di assistenza con le badanti sono state proprio le famiglie, aiutate da associazioni di volontariato, che hanno garantito negli anni l’immigrazione, una prima formazione e l’inserimento nel mondo del lavoro favorendo il contatto con le famiglie interessate. Le Istituzioni se ne sono accorte tardi e, a tuttoggi, poco stanno facendo per arrivare ad una regolarizzazione e al riconoscimento di questo genere di lavoro, che pure porta solo a Roma un risparmio per Stato e Regione di circa 8 miliardi di euro ogni anno”. |
| Edizione n. 906 del 14/05/2008 |

Ricevi notizie via email
Eventi
Parlano di noi


