
Il 13% della popolazione italiana è over 75 anni, con oltre 6 milioni e mezzo di persone che hanno necessità di assistenza a tempo pieno o part-time. Gran parte di questo genere di assistenza, spesso anche di carattere infermieristico, viene svolta dalle badanti. Questa la conclusione dello studio svolto dall’Adoc con un sondaggio a campione e interviste tra le stesse badanti, sul fenomeno delle badanti in Italia che hanno raggiunto la cifra record quest’anno di circa 1.700.000, in gran parte provenienti dai paesi dell’est europeo (Ucraina, Polonia, Romania, Moldavia, Russia) ma anche da Filippine e Sud America.
Lo stipendio è tra i 600 e 900 euro, a seconda delle specializzazioni richieste, ma anche delle condizioni dell’anziano (più o meno autosufficiente). La maggior parte delle badanti (il 67%) sono diplomate e laureate, e il 45% svolgeva nei paesi di origine lavori qualificati (pagati in media 300 euro), lasciati per cercare di ottenere retribuzioni più soddisfacenti nel nostro Paese assistendo gli anziani.
Solo 650.000 sono regolarizzate. Su 1.050.000 famiglie che hanno badanti irregolari più della metà delle famiglie (il 58%) sarebbero disposte a regolarizzare la posizione se fosse possibile una sanatoria, anche pagando delle penali. Il 24% non lo farebbe solo per i costi troppo alti dei contributi da versare e la mancanza di incentivi statali, il 18% non è interessato al problema.
“Se non verrà applicata la sanatoria più di 600mila anziani rischieranno di trovarsi privi di assistenza familiare – dichiara il Presidente dell’Adoc Carlo Pileri - è un grave danno sociale ed economico, perché costringe le famiglie a dover sobbarcarsi il costo di una casa di riposo o a rinunciare alle cure di una preziosa quanto necessaria assistente familiare. Stiamo ricevendo molte telefonate di famiglie preoccupate, che sarebbero pronte a regolarizzare da subito le loro badanti irregolari, se solo fosse possibile”.
Per Adoc il lavoro delle badanti è prezioso anche in termini economici, in quanto permette un risparmio considerevole allo Stato.
“L’arrivo in Italia delle badanti ha rappresentato negli ultimi 10 anni l’unica soluzione possibile per molte famiglie, ma anche un risparmio per lo Stato – continua Pileri - considerato che il costo di una degenza nelle case di riposo, costa al welfare mediamente 26.000 euro a persona e alle famiglie altri 18.000 euro. Di fronte a tali costi spropositati, spesso abbinati a soluzioni d’assistenza del tutto carenti, i primi soggetti che hanno cercato soluzioni alternative d’assistenza con le badanti sono state proprio le famiglie, aiutate da associazioni di volontariato, che hanno garantito negli anni l’immigrazione, una prima formazione e l’inserimento nel mondo del lavoro favorendo il contatto con le famiglie interessate. Le Istituzioni se ne sono accorte tardi e, ad oggi, poco stanno facendo per arrivare ad una regolarizzazione e al riconoscimento di questo genere di lavoro, che pure porta allo Stato un risparmio di 44 miliardi e 200 milioni di euro l’anno.”
Se lo Stato è del tutto assente (tranne che per l’assegno di accompagnamento in gran parte dei casi del tutto insufficiente di un massimo di 500 euro, riconosciuto però solo a chi ha handicap particolarmente gravi), alcune regioni si stanno muovendo da tempo, tra queste la Liguria è stata tra le prime che ha concesso un aiuto per pagare le badanti, con differenti tipi di assistenza (contributi da 330 a 439 euro), mentre alcuni Comuni della Lombardia danno buoni sociali agli anziani che hanno una badante in regola. Anche il Veneto dà un buono per pagare le badanti, di circa 150 euro al mese, limitato però ai redditi più bassi. Progetti embrionali sono stati avviati a Roma, dove però il fenomeno è più esteso che nel resto d’Italia, con il 10% (oltre 100.000) delle badanti irregolari sul totale italiano, e a Milano dove c’è presso il comune uno sportello dedicato.
L'Adoc ha realizzato un vademecum per fornire dei primi semplici consigli a quanti necessitano dei servizi di un'assistente familiare.
<!--[if !supportLists]-->1. <!--[endif]-->Per ricercare una badante una famiglia può rivolgersi ad agenzie specializzate o verificare se nel proprio comune è presente un registro assistenti familiari, in cui sono segnalate le colf qualificate. In questo caso assicurarsi che la colf abbia effettivamente svolto il corso di formazione, come ad esempio avviene nel comune di Roma.
<!--[if !supportLists]-->2. <!--[endif]-->Al momento della richiesta specificare il tipo di collaborazione che si sta ricercando: attività per la casa o per la persona, facendo attenzione a chiarire particolari esigenze della persona da assistere o specifiche professionalità ricercate.
<!--[if !supportLists]-->3. <!--[endif]-->In caso l'assistente non alloggi in casa, fissare un orario di lavoro che non esuli dalle disposizioni di legge, ricordando che da marzo 2007 il numero delle ore massime che un lavoratore può fornire sono passate da 44 a 40.
<!--[if !supportLists]-->4. <!--[endif]-->Al momento dell'assunzione, il datore di lavoro deve verificare il possesso, da parte della colf, dei seguenti documenti: libretto di lavoro, tessera sanitaria aggiornata, stato di famiglia, codice fiscale, documento d'identità, eventuale numero di iscrizione all'INPS.
<!--[if !supportLists]-->5. <!--[endif]-->In caso l'assistente familiare alloggi presso la famiglia del datore di lavoro, questi deve notificare il fatto all'Anagrafe comunale entro 20 giorni.
<!--[if !supportLists]-->6. <!--[endif]-->In caso l'assistente familiare sia straniera, il datore di lavoro deve verificare il possesso del permesso di soggiorno, se l'assistente è extracomunitario, o della Carta di Soggiorno CEE se l'assistente è comunitario.
<!--[if !supportLists]-->7. <!--[endif]-->E' consigliabile, per il datore, stipulare un contratto di lavoro individuale basato sul CCNL per il Lavoro Domestico. Il documento deve contenere: la data di inizio del rapporto di lavoro, l'eventuale data di cessazione se è un contratto a termine, la categoria in cui viene assunta la badante e la sua anzianità di servizio, la durata del periodo di prova, l'orario di lavoro, il giorno di riposo settimanale se presta servizio a orario intero, le condizioni di vitto e alloggio.
<!--[if !supportLists]-->8. <!--[endif]-->Consultare le tabelle con i minimi retributivi indicate dall'art.33 del CCNL.
<!--[if !supportLists]-->9. <!--[endif]-->Il datore di lavoro ha l'obbligo di trasmettere la comunicazione al Centro per l'impiego, entro 24 ore dall'assunzione, per mezzo del modello C/Ass. Il datore può inoltre dedurre dall'imponibile l'ammontare dei contributi previdenziali versati all'INPS a favore dei collaboratori domestici.
<!--[if !supportLists]-->10. <!--[endif]-->Se vi è bisogno di ulteriori informazioni, sia per gli anziani e le famiglie, che per gli assistenti familiari, ci si può rivolgere ai Patronati, come ad esempio quello dell'ITAL.
Articolo della Repubblica sulla svolta del Governo

Ricevi notizie via email
Eventi
Parlano di noi


