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MOZZARELLA: Per Adoc grave il commercio di prodotti non in regola, non rispettate le norme di sicurezza e affidabilita’. La mancata chiarezza porta 1 italiano su 2 a orientarsi su altri prodotti
2008-03-28
L’Adoc preoccupata dalle dichiarazioni del Governo in merito alla decisione di ritirare dagli scaffali i prodotti non a norma.
“Come consumatori siamo preoccupati da questa dichiarazione – commenta Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – a prescindere dal caso mozzarella, si conferma indirettamente che vengono commercializzati prodotti agroalimentari non in regola con le norme di sicurezza e affidabilità previste dal nostro Paese, come rilevato anche dalle indagini dell’Adoc negli ultimi mesi. Rinnoviamo la richiesta al Governo e all’Autorità di rendere nota la lista dei marchi che hanno acquistato i prodotti dagli allevamenti sospetti, come ulteriore garanzia dei consumatori.”
Secondo l’Adoc è necessario uniformare la normativa europea in merito alla produzione dei beni agroalimentari.
“Il quadro è ancora più grave, se consideriamo che in Italia si importano prodotti provenienti da altri Paesi europei che non rispettano le severe norme di produzione vigenti nel nostro Paese – continua Pileri - prodotti per cui non è garantita né la tracciabilità né l’etichettatura e per i quali si utilizzano fitofarmaci o concimi da noi vietati da oltre 20 anni. Chiediamo che si intervenga per bloccare l’importazione in Italia e la circolazione all’interno del mercato UE di questi prodotti e di tutti i prodotti che siano sotto gli standard di sicurezza italiani. E i prodotti di importazione “non a norma” arrivano ad occupare oltre il 20% del venduto fresco, con danno per i consumatori e i produttori italiani seri. Crediamo sia opportuno agire a livello europeo con l’intento di realizzare, al massimo livello, un’uniformità normativa in merito alla produzione dei beni agroalimentari, tale da preservare il made in e garantire il consumatore, italiano e europeo, sulla sicurezza e qualità dei prodotti che acquista.”
In merito ai prodotti a denominazione d’origine protetta (DOP) e quelli ad indicazione geografica protetta (IGP), l’Adoc ritiene sia necessario coinvolgere i consumatori nei processi di etichettatura.
“Chiediamo che nelle commissioni che autorizzano l’etichettatura dei prodotti DOP e IGP vengano inclusi rappresentanti dei consumatori – conclude Pileri – affinché le stesse non siano autoreferenziali, ma godano della presenza e della garanzia di un organismo terzo. Ribadiamo la necessità di un’etichettatura trasparente dei prodotti, della loro tracciabilità e dell’indicazione d’origine degli stessi”.



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