MOZZARELLA: Rendere noti i marchi piu’ a rischio, l’appello dell’Adoc a Governo e Autorita’
2008-03-26

Prosegue l’allarme diossina nelle mozzarelle di bufala. Per l’Adoc è importante non sottovalutare lo scandalo, che potrebbe arrecare un grave danno all’economia del settore, calcolabile in circa 28 milioni di euro.
“Siamo contrari ad un allarmismo eccessivo, che rischia di danneggiare ulteriormente questo tipico prodotto italiano d’eccellenza – commenta Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – ma è necessario e urgente che il Governo e l’Autorità rendano nota la lista dei marchi delle mozzarelle a rischio, nell’interesse dei consumatori e dei commercianti onesti, e a tutela dei prodotti DOP. Tutto il settore rischia un danno economico quantificabile in circa 28 milioni di euro, pari al 60% del fatturato mensile complessivo, qualora il fenomeno si riducesse ad un solo mese. Senza contare il disastroso ritorno d’immagine per l’Italia e, specialmente, per la Campania, già martoriata dall’emergenza rifiuti e che basa parte della sua economia proprio sulla produzione della mozzarella di bufala. E’ un alimento di punta del Made in Italy, che deve essere assolutamente salvaguardato”.
Per l’Adoc c’è il rischio che si generi un mercato nero delle mozzarelle invendute.
“La sovrapproduzione può innescare un mercato nero basato sull’utilizzo delle mozzarelle invendute – continua Pileri – per la produzione di pizza e altri prodotti derivati, con danni enormi per il consumatore finale. E’ quindi necessario aumentare il monitoraggio della filiera, per evitare che vengano elusi i normali canali di controllo.”
Così l'ANSA sui controlli:
Mozzarella alla diossina: ecco mappa dei controlli e dei sequestri in Campania
È soprattutto la provincia di Caserta, seguita da quella di Napoli, l’area dove si sono concentrati i controlli e i sequestri effettuati dal Noe (Nucleo Operativo Ecologico), su disposizione della Dda (Direzione distrettuale antimafia), per accertare se vi sia o meno presenza di diossina nella mozzarella di bufala. I controlli sono stati effettuati in 79 allevamenti - quasi tutti concentrati nel Casertano ed alcuni anche nel Napoletano - e in 26 caseifici, presenti, oltre che nel Casertano e nel Napoletano, anche in provincia di Avellino. I caseifici controllati sono presenti nei comuni casertani di Gricignano, Caserta, Carinaro, San Cipriano, Casal di Principe, Villa Literno, Mondragone e Castelvolturno. Sequestri anche nei caseifici della provincia di Napoli, a Giugliano, Napoli, Villaricca, Mugnano, e due in provincia di Avellino, a Lauro e Monteforte Irpino. I caseifici controllati inizialmente sono stati 29: tre hanno dimostrato la propria estraneità rendendo nota la fonte dei loro approvvigionamenti. Gli allevamenti controllati, nell’occhio del ciclone per sospetto diossina, sono presenti soprattutto in provincia di Caserta e di Napoli. Nel casertano gli allevamenti sono concentrati nei comuni di Marcianise, Villa Literno, Santa Maria Capua Vetere, Grazzanise, Cancello Arnone e Capua. Nel Napoletano, i controlli sugli allevamenti sono stati effettuati dal Noe a Cicciano, a Caivano e Giugliano. Si è ora in attesa degli esiti delle analisi sui campioni di latte e mozzarella sequestrati che si stanno analizzando in laboratori di Teramo e Brescia. Secondo il Noe, il quadro chiaro si potrà avere non prima di un mese: sarà allora, con gli esiti delle analisi alla mano, che si potrebbe procedere ad ulteriori accertamenti.
Fonte: Ansa
È soprattutto la provincia di Caserta, seguita da quella di Napoli, l’area dove si sono concentrati i controlli e i sequestri effettuati dal Noe (Nucleo Operativo Ecologico), su disposizione della Dda (Direzione distrettuale antimafia), per accertare se vi sia o meno presenza di diossina nella mozzarella di bufala. I controlli sono stati effettuati in 79 allevamenti - quasi tutti concentrati nel Casertano ed alcuni anche nel Napoletano - e in 26 caseifici, presenti, oltre che nel Casertano e nel Napoletano, anche in provincia di Avellino. I caseifici controllati sono presenti nei comuni casertani di Gricignano, Caserta, Carinaro, San Cipriano, Casal di Principe, Villa Literno, Mondragone e Castelvolturno. Sequestri anche nei caseifici della provincia di Napoli, a Giugliano, Napoli, Villaricca, Mugnano, e due in provincia di Avellino, a Lauro e Monteforte Irpino. I caseifici controllati inizialmente sono stati 29: tre hanno dimostrato la propria estraneità rendendo nota la fonte dei loro approvvigionamenti. Gli allevamenti controllati, nell’occhio del ciclone per sospetto diossina, sono presenti soprattutto in provincia di Caserta e di Napoli. Nel casertano gli allevamenti sono concentrati nei comuni di Marcianise, Villa Literno, Santa Maria Capua Vetere, Grazzanise, Cancello Arnone e Capua. Nel Napoletano, i controlli sugli allevamenti sono stati effettuati dal Noe a Cicciano, a Caivano e Giugliano. Si è ora in attesa degli esiti delle analisi sui campioni di latte e mozzarella sequestrati che si stanno analizzando in laboratori di Teramo e Brescia. Secondo il Noe, il quadro chiaro si potrà avere non prima di un mese: sarà allora, con gli esiti delle analisi alla mano, che si potrebbe procedere ad ulteriori accertamenti.
Fonte: Ansa

Ricevi notizie via email
Eventi
Parlano di noi
