Le compagnie aeree cominciano a risparmiare ... dalla carta
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Data pubblicazione: 2008-02-22
La Iata (la International Air Transport Association, che riunisce circa 240 compagnie da più di 140 Paesi del mondo, pari al 94% del traffico aereo internazionale) ha annunciato «Tra cento giorni il biglietto cartaceo verrà messo in un museo. Il 1˚ giugno 2008 completeremo l'emissione elettronica di biglietti al 100%».
Tutto ha avuto inizio nel giugno 2004, con il programma «Simplifying the business»: quando si è data via libera al biglietto elettronico, per rendere viaggi più convenienti (per le compagnie aeree).
Del programma messo a punto dagli esperti Iata fanno parte vari progetti: si va dalle carte d'imbarco con codici a barre alle postazioni per il check-in «self service». Passando, ovviamente, per l'emissione elettronica.
Con un e-ticketing (da electronic ticket, appunto, «biglietto elettronico») destinato a coprire tutta la rete degli associati, i risparmi per il settore si aggirano intorno ai 5 miliardi di dollari all'anno.
Mentre un biglietto cartaceo costa all'intero processo 10 dollari, l'e ticketing riduce il costo a un dollaro.
A inizio programma, soltanto il 18% dei biglietti veniva emesso con l'e ticketing. Neppure quattro anni dopo, si raggiunge quota 93%.
All'inizio venivano emessi, ogni mese, oltre 28 milioni di biglietti cartacei. Ora si sono ridotti a 3 milioni.
In Africa la percentuale di e-tickets è dell'83% (e in Medio Oriente e Nord Africa si sfiora l'84%), in Russia e nella Comunità degli Stati Indipendenti (che riunisce 12 dei 15 Stati dell'ex Urss, con l'esclusione dei Paesi baltici) la quota è ferma al 54%.
Il rischio è che ci rimetta chi non ha accesso a Internet.
Visto che il costo «tagliato» riguarda la distribuzione del cartaceo, ora chi vorrà o dovrà affidarsi alle agenzie di viaggi, si troverà a pagarne i servizi, la manodopera.
Mentre chi acquisterà online potrà, effettivamente, usufruire del prezzo netto.
Per cui per chi già oggi ha accesso alla Rete, la situazione non cambia.
Per tutti gli altri, dipenderà dalle tariffe delle attività di intermediazione. E quelle, come al solito, le deciderà il mercato.