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Istat, consumi fermi nel 2005



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Data pubblicazione: 2006-07-28
La spesa media mensile per famiglia ammonta a 2.398 euro
A Bolzano però sale a 3.229, mentre in Sicilia scende a 1.681

Istat, consumi fermi nel 2005
ma al Nord si spende di più e meglio

Un terzo delle spese riservate all'abitazione, il 19% agli alimentari
Per l'abbigliamento si preferiscono mercati rionali e discount
di ROSARIA AMATO

In crescita negli ultimi anni la quota di spesa riservata agli alimentari

ROMA - Consumi stabili nel 2005, anzi un po' in arretramento. Infatti secondo l'indagine condotta dall'Istat su un campione di 28.000 famiglie la spesa media si è attestata a 2.398 euro al mese, con un lieve aumento di 17 euro rispetto al 2004, corrispondente a un +0,7%, ma, tenendo conto degli aumenti dei prezzi, c'è stata in effetti una "riduzione della spesa media mensile per consumi in termini reali", che però risulta "statisticamente non significativa". Insomma, permane la stagnazione in tutte le aree del Paese, anche se tra la spesa di media della provincia di Bolzano, 3.229 euro per famiglia, e quella della Sicilia, 1.681 euro, c'è una bella differenza. Analoga a quella tra la famiglia di un imprenditore o di un libero professionista (3.657 al mese) e quella di un disoccupato (1.762 euro).

Le difficoltà delle famiglie si evincono anche da altre circostanze: "Negli anni precedenti al 2002, in particolare nel 2000 - ricorda la coordinatrice dell'indagine, Nicoletta Pannuzi - la quota delle spese riservati agli alimentari si era ridotta, adesso invece si è decisamente rialzata. Di contro, si riducono le spese per abbigliamento e calzature, e le scelte delle famiglie si orientano verso discount, mercati rionali e bancarelle".

Se a prima vista una spesa media mensile di 2.398 euro può sembrare elevata, bisogna tener conto del fatto che incorpora l'inflazione e soprattutto il 'fitto figurativo': "In Italia solo il 18,8% delle famiglia paga un affitto - spiega Pannuzi - per il resto, vive in una casa di proprietà oppure che detiene a titolo gratuito. E quindi per garantire la comparabilità dei comportamenti di spesa di tutte le famiglie, a chi non paga l'affitto ne viene imputato uno virtuale". Che tra il 2004 e il 2005 ha registrato un aumento del 2,9%.

Le differenze: Nord, Centro e Sud. La quota di spesa riservata dalle famiglie ad alimentari e bevande è analoga in tutte le aree del Paese. Infatti al Nord corrisponde a 454 euro mensili (450 nel 2004), al Centro si attesta sui 467 euro mensili (455 euro nel 2004) e nel Mezzogiorno è passata da 456 a 452 euro mensili. Sono le altre spese a fare la differenza: infatti l'ammontare di beni e servizi non alimentari passa da 2.239 euro a 2235 al Nord, da 1.937 a 2.011 al Centro e da 1.458 a 1.461 al Sud.

Bolzano e Lombardia in testa, Sicilia ultima. Dopo la provincia di Bolzano, è la Lombardia a presentare la spesa più elevata, con 2.872 euro mensili a famiglia. La Sicilia si conferma ultima, preceduta dalla Campania con 1.868 euro mensili. Ad eccezione del Molise, tutte le famiglie residenti al Sud destinano agli alimentari oltre un quinto della spesa totale; nelle regioni settentrionali inoltre risultano leggermente più elevate le quote di spesa per trasporti, tempo libero e cultura.

In diminuzione le spese per l'istruzione. Al Nord crescono le spese sanitarie, mentre diminuiscono quelle per istruzione, abbigliamento e calzature e quelle per mobili, elettrodomestici. Anche al Centro diminuiscono le spese per l'istruzione, mentre crescono quelle destinate all'abitazione, ai combustibili e all'energia.

Si spende meno per vestiti e tempo libero. Rimane stabile rispetto al 2004 la quota di spesa destinata ad alimentari e bevande (19%). E' cambiata un po' la composizione del paniere, che ha risentito dell'influenza aviaria (che ha ridotto i consumi di pollame a favore di quello di vitellone, manzo e salumi). La quota destinata ad abbigliamento e calzature è scesa dal 6,6 al 6,3%, per una spesa media di circa 152 euro. In calo anche l'incidenza sul totale delle spese per tempo libero, cultura e giochi (111 euro al mese), istruzione (25 euro), arredamento ed elettrodomestici (147 euro). In crescita le spese per vacanze e per gli onorari dei professionisti.

L'abitazione monopolizza fino a un terzo della spesa. L'abitazione rappresenta il 25,8% della spesa totale (circa 619 euro al mese; se si aggiungono le utenze, anch'esse in leggero aumento, si arriva a un terzo della spesa complessiva. Una bella quota della spesa totale è riservata agli spostamenti con mezzi pubblici o privati (il 14,3%, stabile rispetto al 14,2% del 2004). Crescono anche le spese per i mezzi di trasporto privati.

Canoni stabili, mutui in aumento. Per il canone locativo la spesa media è di 308 euro al mese (valore analogo al 2004), ma anche in questo caso le differenze tra aree del Paese sono rilevanti: 348 euro al Centro, 340 al Nord e 235 al Sud. Tra le famiglie che vivono in abitazioni di proprietà (il 72% del totale) il 13,3% paga un mutuo, che in media ammonta a 438 euro mensili (in aumento rispetto ai 420 del 2004).

Il paradosso delle famiglie numerose. Più si è, meno si spende. L'osservazione non si riferisce alla spesa riferita in percentuale al numero dei familiari, ma alla spesa reale. Infatti secondo le rilevazioni Istat la spesa media di una famiglia di quattro persone ammonta a 3.072 euro, di una famiglia con cinque o più componenti ammonta in media a 3.054 euro (tra c'è una differenza davvero lieve con le famiglie di tre componenti, che in media spensono 2.845 euro al mese). La spiegazione è semplice: "In genere le famiglie numerose vivono al Sud - dice Nicoletta Pannuzi - dove la spesa per consumi è più bassa e presentano un'incidenza di povertà decisamente più elevata rispetto alle famiglie con un minor numero di componenti".

(28 luglio 2006)

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