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CANONE RAI: DOVE VANNO I 1.630 MILIONI DI ? PAGATI DALLE FAMIGLIE OGNI ANNO



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Data pubblicazione: 2005-11-15
“Nell’era della comunicazione globalizzata, parlare ancora di una tassa di possesso sulla tv, obsoleta, ingiustificata e dal taglio medioevale come il canone, non ha alcun senso, se non nei termini di miglioramento del servizio pubblico in cui i cittadini abbiano un ruolo decisivo nella scelta del palinsesto”.
Così il Presidente dell’Adoc Carlo Pileri interviene nel dibattito relativo all’evasione nel pagamento del canone Rai.
“Che 5 milioni di famiglie non paghino il canone – sostiene Pileri – è grave tanto quanto la non conoscenza dell’utilizzo che si fa dei fondi derivati da chi il canone invece lo paga, ovvero oltre 16 milioni di italiani. La Rai, che nel corso degli anni ha smarrito o inquinato la propria funzione iniziale di servizio pubblico, per rivendicare un diritto acquisito in tempi in cui lo scenario televisivo era completamente diverso, dovrebbe coinvolgere gli abbonati e chi li rappresenta, nella scelta delle trasmissioni utili alla collettività”.
La proposta dell’Adoc richiederebbe solo uno sforzo in termini di buona volontà.
“Va creata una commissione apposita – conclude Pileri – in cui i consumatori siano rappresentati degnamente. Da questa commissione dovranno uscire le linee guida delle trasmissioni finanziate con i soldi del canone, che dovranno essere riconosciute da tutti perché contrassegnate da un bollino. E’ finita l’epoca in cui i cittadini sono costretti a pagare senza sapere per cosa e la Rai prima o poi dovrà accorgersene”.

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