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CONFISCA DEI MOTOVEICOLI: L’ADOC SCRIVE A VALENTINO ROSSI PER COMBATTERE UNA LEGGE INIQUA E ILLIBERALE
2005-09-10
Guida senza casco o con casco non omologato, trasporto di un passeggero sui ciclomotori (anche se maggiorenni), trainare o farsi trainare, non poggiare entrambe le mani sul manubrio, guida scomposta. Queste sono solo alcune delle norme che potrebbero costare ai cittadini la confisca del proprio ciclomotore.
“Secondo noi – commenta il Presidente dell’Adoc Carlo Pileri - questa legge non dovrebbe appartenere ad uno Stato democratico e liberale, ma ad un sistema medioevale o totalitario. Qui non è in discussione la legittimità di una multa rispetto ad un comportamento scorretto del cittadino che comunque merita di essere punito, ma il concetto di proprietà privata, in senso più generale, di libertà”.
L’Adoc contro questo provvedimento che, per fare un’ipotesi, potrebbe costare 5.000 euro ad un centauro che non mette a repentaglio la sicurezza altrui guidando senza casco, (più una media di 4 euro al giorno per il deposito del mezzo sequestrato, in attesa che entro i 30 giorni venga deliberata la confisca), annuncia un convegno al quale sarà invitato anche il più volte Campione del mondo Valentino Rossi, al quale si chiederà di spiegare ai quasi 10 milioni di motociclisti cosa significhi la ‘posizione corretta alla guida’, uno dei punti della legge più contestati dall’Adoc, in quanto lascia all’arbitrarietà del vigile di turno, una decisione spesso troppo importante per il cittadino, quale è la confisca, ovvero la privazione definitiva della proprietà.
“Questa legge – spiega Pileri – colpisce quella fascia di popolazione che per necessità si vede costretta a sopperire all’inefficienza del servizio dei trasporti pubblici urbani, purtroppo caratterizzata in quasi tutte le metropoli italiane da inadeguatezze gravi. Anche i ragazzi, con la paura di un danno di così grave entità per loro e la famiglia, potrebbero erroneamente essere portati a fuggire di fronte ad un normale controllo, creando più rischi per loro, per le forze dell’ordine e per chi potrebbe trovarsi sulla loro strada, rispetto alle infrazioni che portano alla confisca”.
“Sequestrare un’auto – conclude Pileri – perché non si allacciano le cinture o una casa per la mancata corretta conduzione dell'impianto di riscaldamento, sono ipotesi frutto di un’allucinazione in un paese democratico. Speriamo che Valentino, modello per i giovani e per tutti i motociclisti, ci aiuti nel creare una campagna di informazione, un senso civico, una solidarietà tra cittadini e forze dell’ordine, da rendere inutile questa legge, ancor più aberrante per noi dell’Adoc in quanto sconosciuta ai più”.
 
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