L?ADOC CHIEDE AL GARANTE DELLA PRIVACY DI INFORMARE I CITTADINI SUI COSTI DELLE INTERCETTAZIONI |
Data pubblicazione: 2005-08-04
Sulla questione intercettazioni, l’Adoc scende in campo coinvolgendo il Garante della privacy perché venga allargata l’inchiesta che passerà al setaccio le compagnie telefoniche in merito al numero dei controlli.
“Negli ultimi anni – commenta il Presidente dell’Adoc Carlo Pileri – la sfera della riservatezza personale è andata via via restringendosi. Solo per citare gli ultimi casi, è bene ricordare gli sms elettorali, l’aumento esponenziale della videosorveglianza, l’intensificarsi dei controlli post 11 settembre che stanno riducendo a un colabrodo la certezza di un diritto sancito dalla Costituzione. La certezza di parlare con un interlocutore ed essere ascoltati da una terza persona, potrebbe cambiare radicalmente il nostro stile di vita e di utilizzo dei servizi. Per questo chiediamo di vederci chiaro”.
All’Adoc infatti non basta che l’Autorità per la privacy abbia annunciato l’apertura di un’inchiesta e avvertito le compagnie telefoniche.
“Oltre ad essere troppe – continua Pileri -, arbitrarie e in alcuni casi addirittura perseguibili, le intercettazioni hanno dei costi che crediamo molto alti per le compagnie e che vogliamo conoscere. Riversare sulle tariffe che pagano i consumatori, le spese di gestione di una macchina che tutti accusano essere troppo grande, vorrebbe dire per il cittadino pagare profumatamente una prigionia comunicativa in cui qualcuno l’ha costretto”.
“Chiediamo al Garante – conclude Pileri – una risposta forte, che vada al di là della semplice constatazione dei fatti. Serve un pronunciamento che indichi la strada per riformare il settore e riscrivere regole chiare, che non spingano alcun soggetto al delirio d’onnipotenza come invece sta accadendo oggi”.

Ricevi notizie via email
Eventi